Bruxelles,
16
Ottobre
2026
|
11:58
Europe/Rome

"Made with Europe" - Toyota chiede collaborazione e pragmatismo per garantire la competitività automobilistica in Europa

  • Toyota chiede un approccio normativo "Made with Europe" che consideri partner di fiducia, tra cui Regno Unito, Turchia e Giappone.

  • Gli obiettivi relativi alla CO₂ dovrebbero essere pragmatici, tecnologicamente neutrali e raggiungibili - con una finestra di conformità intorno al 2030 e flessibilità intorno al 2035.

  • I veicoli alimentati esclusivamente con carburanti ammissibili [VEEF] dovrebbero essere riconosciuti come a emissioni zero.

  • I veicoli a celle a combustibile dovrebbero rimanere fuori campo di applicazione finché il mercato non si svilupperà ulteriormente.

  • Il mandato ZEV del Regno Unito dovrebbe rispecchiare l'approccio e le tempistiche dell'UE ed essere esteso al 2035.

 

Mentre i legislatori dell'UE elaborano l'Industrial Accelerator Act e l'Automotive Package, e il governo britannico rivede il suo mandato Zero Emission Vehicle (ZEV), Toyota invita i responsabili politici ad agire con pragmatismo e in uno spirito di collaborazione per garantire il futuro dell'industria automobilistica europea.

Toyota parla come produttore con oltre 60 anni di esperienza in Europa, dove progetta, sviluppa e costruisce veicoli, motori e sistemi ibridi e investe in competenze e know-how insieme a partner e fornitori europei.

"Toyota non è un ospite in Europa. Siamo un produttore europeo e vogliamo che l'industria automobilistica europea abbia successo", ha dichiarato Yoshihiro Nakata, Presidente e CEO di Toyota Motor Europe.

Toyota sostiene pienamente gli obiettivi climatici dell'Europa e ritiene che le decisioni prese nei prossimi mesi debbano unire ambizione e pragmatismo, incluse regole che riflettano la reale domanda dei clienti, un'apertura a tutte le tecnologie che riducano la CO₂ e abbraccino il contributo significativo di partner di fiducia.

 

Da "Made in Europe" a "Made with Europe"

Toyota sostiene l'ambizione dell'Industrial Accelerator Act di rafforzare la base industriale europea. Tuttavia, all'ambizione deve corrispondere una scala adeguata. Insieme a partner di fiducia come Regno Unito, Turchia e Giappone, il mercato europeo raggiunge circa 31 milioni di veicoli, e questa è la dimensione necessaria per competere a livello globale.

Toyota ritiene che una norma che preveda l’assemblaggio esclusivamente nell’UE invierebbe un segnale sbagliato agli investitori di lunga data: un veicolo prodotto in Europa rappresenta molto più della semplice origine dei suoi componenti. Rappresenta anche le attività di ingegneria, ricerca e sviluppo e assemblaggio, nonché i posti di lavoro qualificati che ne sono alla base. Toyota invita i legislatori dell’UE a:

  • Utilizzare un approccio 'Made with Europe' - riconoscere un numero limitato di partner affidabili per il libero scambio e l'unione doganale dove esiste piena reciprocità, tra cui Regno Unito, Turchia e Giappone

  • Introdurre gradualmente i requisiti relativi al contenuto europeo– raggiungere progressivamente il 70% in tre anni, sulla base del valore del veicolo all’uscita dalla fabbrica e  e riconoscendo il valore creato attraverso l’ingegneria, la ricerca e sviluppo e l’assemblaggio finale.

  • Non applicare requisiti sostanziali per il settore automobilistico prima del 2030, in linea con i cicli di sviluppo del veicolo e di investimento nella catena di approvvigionamento.

  • Fissare una soglia più realistica del 70% per le vendite incoraggiando la localizzazione ma evitando la soglia proposta dell'85%, che crea rischi sproporzionati di conformità.

  • Applicare un insieme coerente di regole per gli appalti pubblici, gli incentivi e le flotte aziendali, affinché i veicoli realizzati con partner di fiducia siano idonei in egual misura.

  • Escludere temporaneamente i veicoli a celle a combustibile dando al mercato e alla catena di approvvigionamento europea il tempo di svilupparsi prima che si applichino le regole di localizzazione.

 

Regole di CO₂ ambiziose e realizzabili – e in linea con la domanda di mercato

Il cosiddetto Automotive Package dovrebbe mantenere una direzione ambiziosa per il 2035 offrendo anche ai produttori la flessibilità di rispondere al reale ritmo della domanda dei clienti e al cambiamento del mercato. Si prevede che i veicoli elettrici a batteria rappresenteranno circa il 45% delle nuove auto entro il 2030, mentre le normative attuali richiedono più del 55%. Per gli LCV, il divario è anche maggiore. Senza flessibilità, i produttori saranno costretti a destinare risorse alla conformità normativa piuttosto che per le tecnologie di cui l'Europa ha bisogno.

Toyota chiede quindi ai legislatori dell'UE di:

  • Introdurre una finestra di conformità quinquennale dal 2028 al 2032 per facilitare la transizione nel 2030 e nel 2031 e fissare un obiettivo di riduzione delle CO₂ del 90% per il 2035, con ulteriori flessibilità per i combustibili rinnovabili e l'acciaio verde per colmare il divario residuo.

  • Trattare gli LCV separatamente, con un obiettivo di riduzione del 35% per il 2030 e dell'80% per il 2035, e una media quinquennale per riflettere le esigenze dei clienti business in termini di autonomia, carico utile e continuità operativa.

  • Riconoscere i veicoli che funzionano esclusivamente con carburanti rinnovabili idonei [VEEF] come quelli a emissioni zero, secondo una definizione UE allineata alla Direttiva sulle Energie Rinnovabili (RED III).

  • Rivedere regolarmente gli obiettivi se la domanda o le infrastrutture non si sviluppano come previsto.

 

Un percorso realistico per il Regno Unito, allineato con l'UE

Toyota accoglie con favore la revisione del mandato ZEV da parte del governo britannico. Il passaggio ai veicoli a zero emissioni deve proseguire secondo il percorso previsto, ma a un ritmo che rifletta la reale domanda del mercato. Con il 2030 a soli tre anni di distanza, le decisioni di investimento adottate ora influenzeranno la produzione per il 2035 e oltre. Produttori e fornitori hanno bisogno di un quadro chiaro e realistico per investire con fiducia.

Toyota sta chiedendo al governo britannico di:

  • Fissare livelli realistici per il 2030, con una quota massima ZEV massima del 50% per le auto e del 40% per gli LCV con margini di flessibilità

  • Definire ora un quadro per il 2035, dando all'industria una direzione a lungo termine.

  • Mantenere opzioni di conformità pragmatiche, estendendo le flessibilità fino al 2035.

  • Allinearsi più strettamente con l'UE adottando un approccio quinquennale simile.

  • Riconoscere i carburanti rinnovabili come una via verso la decarbonizzazione e considerare un equivalente britannico dell'approccio VEEF dell'UE.

  • Completare la revisione del mandato ZEV nel 2027.

"L'isolamento ci rende più deboli. L'Europa dispone delle capacità, delle persone e dei partner necessari per svolgere un ruolo di guida, ma la legislazione deve riflettere il ritmo con cui i clienti in grado e disposti a cambiare. 'Made with Europe' è la nostra richiesta principale perché insieme siamo più forti", ha detto Matt Harrison, Chief Corporate Officer di Toyota Motor Europe.